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Stagione 2018/19

Tutte
Capolavori danzati dai vincitori dei concorsi internazionali in occasione del bicentenario della nascita di Marius Petipa
Due capisaldi del grande repertorio del primo Ottocento, nella lettura di Stefan Milenkovich.
Una ferocia degna di una grande eroina, a scagliarsi sul suo amato in un crescendo di cattiveria, rabbia e reciproche atrocità, fino alle estreme conseguenze.
“L’amore esiste se non c’è inganno, di conseguenza AMORE non esiste. Il nostro tentativo – racconta Latella – è stato quello di lavorare sull’assenza dell’amore e sulla ricerca di esso, prendendo a prestito la grandezza dei versi di Torquato Tasso”.
Dall’oblio a una delle più clamorose renaissance e già oggetto di un fortunato libro di Sardelli, uno dei massimi esperti vivaldiani e figura di raro eclettismo, si declina qui in una ricca antologia.
“Non è necessario mettere in scena dei personaggi, alla base del mio teatro deve esserci una storia da raccontare che viene trasmessa direttamente all’immaginazione dello spettatore. Fare teatro è come parlare ai bambini, creando empatia tra il narratore e chi ascolta. E attraverso questa vicenda, vorrei trasmettere al pubblico il tema della redenzione”
Al teatro Cucinelli appuntamento da non mancare con John Malkovich, uno dei più illustri e raffinati artisti del panorama mondiale, premiato con ben venticinque premi e ventisei nomination, in uno spettacolo trascinante in cui teatro e musica si fondono stupendamente.
La formazione del sestetto d’archi (due violini, due viole, due violoncelli; ovvero tre coppie di strumenti uguali, ma anche un doppio trio di strumenti diversi) fu nella tormentata carriera di Brahms un ottimo viatico nell’affrontare un catalogo cameristico (e sinfonico) su cui pesavano gli exempla dei grandi del passato, in primis del venerato Beethoven.
Lo spettacolo è un racconto per immagini e danza dedicato alla bellezza del giardino giapponese. Il giardino giapponese è un mondo in miniatura e ha origine in un racconto: Shiro un ragazzo coraggioso, è il primo giapponese a partire dal suo piccolo villaggio di montagna per arrivare fino al mare, l’oceano… Oltre non può andare.
Perfetta fusione tra fisicità americana e sensibilità europea, questo è il segreto del successo della compagnia Rioult Dance Theatre di New York, universalmente apprezzata per le sue interpretazioni audaci e immaginative delle più grandi partiture di tutti i tempi.
Il fiorentino Luigi Cherubini fu tra i compositori più amati da Beethoven. Affermatosi come operista di fama europea e figura centrale dell’ambiente parigino, Cherubini dette il suo contributo anche al genere del quartetto, che, poggiando sulla grande tradizione dei tre viennesi, sperimenta in una versione più leggera, virtuosistica e salottiera, adottando il modello “concertante”.
La pratica della trascrizione ha assicurato per secoli la diffusione più capillare del grande repertorio, al tempo stesso donando sonorità diverse (cameristiche, talvolta persino “domestiche”) a musica di non quotidiana esecuzione.
Dieci storie proprio così è parte integrante del progetto “Il Palcoscenico della legalità” Il progetto è promosso da Libera, Fondazione Pol.i.s., Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, Centro Studi Paolo Borsellino, Università degli Studi di Milano – Corso di Sociologia della Criminalità organizzata, Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità, Fondazione Silvia Ruotolo, Italiachecambia.org. Con il patrocinio del Ministero della Giustizia e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.
Domenico Starnone ci regala una storia emozionante e fortissima, il racconto magistrale di una fuga, di un ritorno, di tutti i fallimenti, quelli che ci sembrano insuperabili e quelli che ci fanno compagnia per una vita intera.
Un ricco e vario itinerario musicale attraverso la produzione per archi. Diversissime le tre pagine per violoncello solista: uno dei più ispirati Péchés de vieillesse rossiniani, il Grand Tango che Piazzolla compose nel 1982 per Rostropovic e Twin legends, brano commissionato dagli stessi esecutori a Roberto Molinelli nel 2004.
Sono tratte dal suo ultimo lavoro, l’album FLYAWAY (Sony Music), le musiche di questo concerto in cui Piero Salvatori -artista Yamaha- suona sia il violoncello che il pianoforte.
Un regista non può non diffidare di Beckett, artefice di gabbie talmente costrittive da lasciare scarsa libertà di intervento o invenzione ad una messa in scena meticolosamente imposta dalla pagina.
Prosa
Una ferocia degna di una grande eroina, a scagliarsi sul suo amato in un crescendo di cattiveria, rabbia e reciproche atrocità, fino alle estreme conseguenze.
“L’amore esiste se non c’è inganno, di conseguenza AMORE non esiste. Il nostro tentativo – racconta Latella – è stato quello di lavorare sull’assenza dell’amore e sulla ricerca di esso, prendendo a prestito la grandezza dei versi di Torquato Tasso”.
“Non è necessario mettere in scena dei personaggi, alla base del mio teatro deve esserci una storia da raccontare che viene trasmessa direttamente all’immaginazione dello spettatore. Fare teatro è come parlare ai bambini, creando empatia tra il narratore e chi ascolta. E attraverso questa vicenda, vorrei trasmettere al pubblico il tema della redenzione”
Al teatro Cucinelli appuntamento da non mancare con John Malkovich, uno dei più illustri e raffinati artisti del panorama mondiale, premiato con ben venticinque premi e ventisei nomination, in uno spettacolo trascinante in cui teatro e musica si fondono stupendamente.
Lo spettacolo è un racconto per immagini e danza dedicato alla bellezza del giardino giapponese. Il giardino giapponese è un mondo in miniatura e ha origine in un racconto: Shiro un ragazzo coraggioso, è il primo giapponese a partire dal suo piccolo villaggio di montagna per arrivare fino al mare, l’oceano… Oltre non può andare.
Dieci storie proprio così è parte integrante del progetto “Il Palcoscenico della legalità” Il progetto è promosso da Libera, Fondazione Pol.i.s., Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, Centro Studi Paolo Borsellino, Università degli Studi di Milano – Corso di Sociologia della Criminalità organizzata, Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità, Fondazione Silvia Ruotolo, Italiachecambia.org. Con il patrocinio del Ministero della Giustizia e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.
Domenico Starnone ci regala una storia emozionante e fortissima, il racconto magistrale di una fuga, di un ritorno, di tutti i fallimenti, quelli che ci sembrano insuperabili e quelli che ci fanno compagnia per una vita intera.
Un regista non può non diffidare di Beckett, artefice di gabbie talmente costrittive da lasciare scarsa libertà di intervento o invenzione ad una messa in scena meticolosamente imposta dalla pagina.
Danza
Capolavori danzati dai vincitori dei concorsi internazionali in occasione del bicentenario della nascita di Marius Petipa
Perfetta fusione tra fisicità americana e sensibilità europea, questo è il segreto del successo della compagnia Rioult Dance Theatre di New York, universalmente apprezzata per le sue interpretazioni audaci e immaginative delle più grandi partiture di tutti i tempi.
Musica
Due capisaldi del grande repertorio del primo Ottocento, nella lettura di Stefan Milenkovich.
Dall’oblio a una delle più clamorose renaissance e già oggetto di un fortunato libro di Sardelli, uno dei massimi esperti vivaldiani e figura di raro eclettismo, si declina qui in una ricca antologia.
La formazione del sestetto d’archi (due violini, due viole, due violoncelli; ovvero tre coppie di strumenti uguali, ma anche un doppio trio di strumenti diversi) fu nella tormentata carriera di Brahms un ottimo viatico nell’affrontare un catalogo cameristico (e sinfonico) su cui pesavano gli exempla dei grandi del passato, in primis del venerato Beethoven.
Il fiorentino Luigi Cherubini fu tra i compositori più amati da Beethoven. Affermatosi come operista di fama europea e figura centrale dell’ambiente parigino, Cherubini dette il suo contributo anche al genere del quartetto, che, poggiando sulla grande tradizione dei tre viennesi, sperimenta in una versione più leggera, virtuosistica e salottiera, adottando il modello “concertante”.
La pratica della trascrizione ha assicurato per secoli la diffusione più capillare del grande repertorio, al tempo stesso donando sonorità diverse (cameristiche, talvolta persino “domestiche”) a musica di non quotidiana esecuzione.
Un ricco e vario itinerario musicale attraverso la produzione per archi. Diversissime le tre pagine per violoncello solista: uno dei più ispirati Péchés de vieillesse rossiniani, il Grand Tango che Piazzolla compose nel 1982 per Rostropovic e Twin legends, brano commissionato dagli stessi esecutori a Roberto Molinelli nel 2004.
Sono tratte dal suo ultimo lavoro, l’album FLYAWAY (Sony Music), le musiche di questo concerto in cui Piero Salvatori -artista Yamaha- suona sia il violoncello che il pianoforte.

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© 2024 Fondazione Brunello e Federica Cucinelli

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